QUALCHE GRAMMO di gravità

Testi di Meike Clarelli

Ti coltivano
per i capelli
poi ti appoggiano su una domanda
scrivono i confini senza dubbi
poi ti bagnano di dolore
e tu cresci bene
e tu cresci bene

levante

Per camminare a passi lenti

dentro un millimetro di verità

occorre avere

due tasche e un sogno di libertà

E per avere 112 anni

e due scarpe piene di realtà

dovremmo ridere e piangere

senza pietà

Essere come il sonno

e il suo abbandono

come la notte

ed il suo nero

essere in tre passi due vie

e un solo cammino

E masticare pezzi di giornale

per senitre

come si fa

a rimanere illesi

dalla crudeltà

Cucirsi lentamente

addosso

piano

ogni angolo

di umanit‡

e poi ridere e piangere soli

senza pietà

Essere come il vento

ed il suo stupore

come il desiderio e le sue ore

essere in tre passi due vie

e un solo cammino

Il sonno e il suo abbandono

la notte e il suo nero

il desiderio e le sue oreWETRANSFER_la metralli_05

Mi entra un tango nel cuore

fatto di ruggine e carie

come se cercasse proprio me

comincio a correre le scale

in terzine di solitudine

dando il tempo a testate

sento i battiti dei denti sulle battute

e un fondo di blu mare

Di più non posso proprio fare

se non inciampare

in 3/4 o in 6/8

si… no… forse… però…

in 6/8

fondere la gola

a colpi di beatitudine

ogni istante

Oggi

mi prendo il tempo per abdicare

a quello che ha senso

oggi

vorrei svegliarmi

dal sonno del senso

Mi entra un vortice nel cuore

fatto di ruggine e carie

come se cercasse proprio me

e quel tango

è come un desiderio

di svegliarmi

All’ombra dellíultima illusione

mi incontrasti da sola

non le coltiva più nessuno

appassiscono in fretta

All’ombra dellíultima speranza

mi trovasti spiegata

e mi hai presa con un foglio

per portarmi a piovere

E piovevo

e tempestavo

e annebbiavo

e per non morire

piovevo

e insieme a me

piovevi

e cadevi

e tempestavi

e piovevi

All’ombra dell’ultimo sogno

ci trovammo sedute

ad asciugarci

dello stesso

inesauribile

Dimmi di te

quello che non si racconta

con i segni e le parole

ed io ti darò

quello che mi manca

come il più sincero mio amore

Dimmi perché

ciò che è vero non si compra

se non al costo della vita

ed io proverò

a restare intorno al vuoto

per quell’attimo di verità

Io imparerò a perderti

per non perdermi più

Mostrami perché

non si spostano i confini quando rido e impreco

e non crederò

a coloro che non credono

che la vita sia mistero

Io imparerò a perderti

per non perderti più

Tu ed io

non saremo mai

che la facoltà

di un cielo silenzioso

e una terra dimessa

Ascoltami perché

mi rimane solo il tempo

di una corsa tra le righe

ma proverò

a tenerti più vicino

per quell’attimo di resa

Tu ed io

non saremo mai

che la facoltà

di un cielo silenzioso

e una terra dimessa

Io non ho

il coraggio di sognare

questo mondo che ogni notte

so di incontrare

ho paura di scoprire che non é così reale

come sembra e pensiamo

e vogliamo spiegare

Se vedessi

se scoprissi

che io non sono uguale

nello spazio e nel tempo

a questo corpo così mortale

e che ciò che sappiamo della vita

è un dato formale

come i dati di un programma pronto a funzionare

Come potrei restare

a guardare

senza rischiare

il mondo

Ancora un’altra notte

per tenere questa illusione

del tempo

Come potrei restare

a guardare

senza rischiare

il mondo

Ancora un’altra notte

per guarire

questa illusione

del tempo

Io non so

esattamente cosa fare

ho bisogno di un amico

con cui mettermi a gridare

ma vorrei ritornare in quel sogno

per dimenticare

questo piccolo frammento di vita

da sognare

Decisi a sopravvivere

al suo duro silenzio

e soli ad inventarci

una scusa per vivere

lasciateci correre piano

fino a perdere il nome

avremo solo il peso

di essere senza padri e soli e vivi

Dolcissimo risveglio

che mi consoli

che mi dimentichi

ad ogni metro che si allontana

dai miei vent’anni

sono una custode di tornanti

una vera ciclista di resistenza

Ognuno di quei viaggi

che non ritorna

che non riposa

mi ha insegnato a lasciare al sole i suoi pianti

e come spegne gli occhi chi muore

senza avere osato almeno una volta

E bruciamo di lacrime

e di coraggio

di strade lente ed ostinate

brucia la forza

brucia l’incendio

brucia il mio stupido orgoglio

E bruciamo di perdita

e di dolcezza

assieme e soli non importa

brucia il tuo… brucia… brucia il tuo mondo

Mentre anche gli alberi dimenticano alla luce

e mi perdo nelle pieghe di un’altra città

io ti cerco tra le storie

rimaniamo soli

a bruciare

E abbracciati alle notti senza vento

alle notti senza cielo

brucia la fame

brucia la sete

brucia il tuo giovane silenzio

E bruciamo di lacrime

e di coraggio

di strade lente

contrarie

brucia il respiro

brucia il diluvio

brucia il mio stupido orgoglio

Prendimi

tra le gambe di

un sogno d’ombra con te

Sollevami

ora che

l’abisso è venuto da me

Stringi le mie braccia

e le mie ossa con te

crescimi come gli alberi

ai bordi della tua città

Ho bisogno che

la bellezza si prenda anche me

Prendi le mie braccia

e le mie ossa con te

crescimi come gli alberi

ai bordi della tua città

Seguimi

sull’orlo di un adesso

Non potevi sapere

che per qualcuno

le cose

qui

non cadono mai

per un po’ d’ingiustizia

e mancanza di grazia

per quel solito rumore

Non potevi vedere

che è più grande la mano

di chi

muove la corrente

con un poí di violenza

e d’incoerenza

con quella sicura indifferenza

Resta stupido e beato

per non sapere

che la vita

è di chi la ama

…per la vita

Tu potevi sentire

che è profondo il dolore

di chi non sa sognare

per un po’ di pudore

e quel nascosto rancore

per quella solita incoscienza

Tu potevi sapere

che per qualcuno le cose

qui

non cambiano mai

Resta stupido e beato

e non scoprire

che la vita

è di chi la ama

…per la vita

Se ne andava

con una gamba

con una porta

dietro alle spalle

somigliava ad una formica

che divora una stanza vuota

e amava

i pescatori

soli con gli ami

senza più amori

diceva che di un paese

si porta la voce

ma il nostro non ha più parole

io non so stare con un padrone

io non so perdere alcun calore

diceva che misurava le ore

asciugando il dolore al sole

e amava i viaggiatori

senza doveri

soli sui moli

diceva che si portava un segreto

nel profondo della sua gamba

io non so stare con un padrone

io non so perdere alcun calore

somigliava ad una formica

che divora una stanza vuota

Quando ti appoggerai

al più tenero respiro

avrai cura di dirmi

che per ogni taglio

per ogni salto

c’é un padre marinaio

che spinge le vele a nord

e aspetterò

che un altro giorno

si faccia respiro

Quando tu solleverai

insieme al petto

il mondo intero

mi ripeterai,

mi ricorderai

che per ogni pioggia

c’é un padre marinaio

che spinge le vele a nord

e aspetterò

che un altro giorno

si faccia respiro

Ho cercato lasciando ogni casa

ogni cosa

che lasciava me

ho cercato con la mia stanchezza

i miei grammi di gravità

e ho cercato un canto

senza tregua

senza formula

senza musica

volevo essere veloce

più veloce

più veloce

della bocca che bacia

e ho cercato un canto

senza tregua

senza formula

senza musica

non so più se aspettavo

il bianco nascosto

il ferro o l’autunno

cercavo un nome

volevo essere veloce

più veloce…

più veloce

della bocca… che bacia

EP

Testi di Meike Clarelli

Qualche sogno

tra le mani

un niente di felicità

e la tua inquietudine al caffè

un mattino

e tu sul cuscino

qualche stanza di perplessità

e la mia sfrenata nostalgia

questa è l’estate

quello era il caldo

per me insieme a te

questo era il tempo

per una corsa insieme senza perchè

sorridevi

ai miei occhi tristi

per un niente di serenità

su una scia di zucchero per te

facciamoci del bene

facciamoci del male

un niente di sincerità

per lasciarci a un passo dalla felicità

questa è l’estate

quello era il tempo

per te vicino a me

questo era il caldo

per una corsa insieme senza perchè

All’ombra dellíultima illusione

mi incontrasti da sola

non le coltiva più nessuno

appassiscono in fretta

All’ombra dellíultima speranza

mi trovasti spiegata

e mi hai presa con un foglio

per portarmi a piovere

E piovevo

e tempestavo

e annebbiavo

e per non morire

piovevo

e insieme a me

piovevi

e cadevi

e tempestavi

e piovevi

All’ombra dell’ultimo sogno

ci trovammo sedute

ad asciugarci

dello stesso

inesauribile

Se ne andava

con una gamba

con una porta

dietro alle spalle

somigliava ad una formica

che divora una stanza vuota

e amava

i pescatori

soli con gli ami

senza più amori

diceva che di un paese

si porta la voce

ma il nostro non ha più parole

io non so stare con un padrone

io non so perdere alcun calore

diceva che misurava le ore

asciugando il dolore al sole

e amava i viaggiatori

senza doveri

soli sui moli

diceva che si portava un segreto

nel profondo della sua gamba

io non so stare con un padrone

io non so perdere alcun calore

somigliava ad una formica

che divora una stanza vuota

Quando ti appoggerai

al più tenero respiro

avrai cura di dirmi

che per ogni taglio

per ogni salto

c’é un padre marinaio

che spinge le vele a nord

e aspetterò

che un altro giorno

si faccia respiro

Quando tu solleverai

insieme al petto

il mondo intero

mi ripeterai,

mi ricorderai

che per ogni pioggia

c’é un padre marinaio

che spinge le vele a nord

e aspetterò

che un altro giorno

si faccia respiro

Forse i giorni al sole, le stazioni e i porti

forse i colpi

o le rose tra i denti

forse quello che ho sentito

forse niente di più

Forse l’abbandono di un momento

in quel momento appena di…

Forse i passi incrociati ed il buio

forse i morsi della memoria

forse quello che sentivo

forse niente di più

forse l’abbandono di un momento

in quel momento appena di…

Degli oceani

dei silenzi

e dei fossi

amica

dei minuti

di una caduta

di una nevicata

navighiamo in mare aperto

amica

d’arteria